martedì 3 luglio 2012

L'altare dei "Santi Vitale e Marziale" nei documenti d'archivio

La prossimità della festa patronale dei santi Vitale e Marziale, che si celebra il 10 luglio di ogni anno, offre l'occasione per pubblicare alcuni interessanti documenti d'archivio che riguardano le scritture comunali di committenza per la costruzione dell'altare nella chiesa parrocchiale, dedicato appunto ai santi martiri Vitale e Marziale.
Scrittura 1784 del comune
con Francesco Resegati
Le sacre reliquie dei martiri (i Santi della Badia) furono traslate nella nuova sede parrocchiale il 20 novembre 1785 dal Vescovo Gioovanni Nani. "Il prezioso reliquiario in cui sono contenute lascia per sempre l'urna della vetusta e cadente basilica di S. Benedetto, per entrare nella nuova parrocchiale dove lo attende la cripta del nuovo altare". Maggiori e dettagliate fonti si trovano in CIRIMBELLI Luigi, Leno. Dodici secoli nel cuore della Bassa. Il territorio, gli eventi, i personaggi, ed. Cassa Rurale ed Artigiana Padana, 1993, volume 1, da cui si sono tratte le citazioni contenute nel post.
L'altare era stato fatto costruire dalla comunità di Leno, rappresentata da Francesco Ghirardi che ha stipulato un contratto con Francesco Resegati tagliapietra in Venezia; il documento è custodito nell'archivio storico comunale, reca la data 3 aprile 1784 ed è inventariato nella sezione Sec. XIX (volume 1) schedatura n. 44.
Nella stessa busta sono raccolti anche altri due documenti che riguardano il completamento delle opere da eseguirsi sull'altare. Sono entrambi dell'anno 1788.
Uno reca la data del "1 maggio: Carlo Conti, cancelliere della comunità, ordina al pittore bresciano Sante Cattaneo (1739-1819) una pala per l'altare dei santi della Badia."
Scrittura 1788 committenza
a Sante Cattaneo
L'altro reca la data del "15 settembre: vengono commissionate dal Comune ad Agostino Maggi di Brescia, due lapidi commemorative collocate ai fianchi dell'altare dei santi della badia- Le lapidi compendiano la storia dei primordi dell'abbazia benedettina".
Scrittura 1788 committenza
a Agostino Maggi

Cliccando sulle immagini si può fruire dei documenti nella loro versione integrale e originale.

lunedì 25 giugno 2012

I sette asili di Leno

Cenni storici sugli Asili di Leno, a cura di Battista Favagrossa, pubblicati nel dicembre 2002 sul n. 7 dei Quaderni della Biblioteca.
Le fonti delle notizie si basano essenzialmente su testimonianze di persone anziane e sui ricordi dell'autore; è messo in evidenza lo sviluppo lento ma continuo degli asili, senza pretesa di aver esaurito l'argomento.

lunedì 4 giugno 2012

Un invito per sabato 9 giugno 2012


Alle ore 10,00, nel Teatro della Scuola Media Carlo Dossi di Leno, gli alunni delle classi 2^ A, 2^ B (in collaborazione con la 3^ B), 2^ F, con rispettive insegnanti  Anna Piccinno, Daniela Bigi, Rossanna Piccinno, illustrano alcuni percorsi storico-naturalistici.

L'invito a partecipare è esteso a tutti.

lunedì 28 maggio 2012

Giacinto Mompiani. Educatore e Patriota

Questo post è dedicato alla persona di Giacinto Mompiani, "cittadino onorario" di Leno (così in Leno, Dodici secoli nel cuore della Bassa, di L. Cirimbelli, volume 2, pag. 22). Un primo tratto biografico è offerto da un articolo a firma di Battista Favagrossa, pubblicato sul Notiziario Comunale del 1996, e il cui contenuto qui si ripropone. A seguire si offrono brevi indicazioni bibliografiche e la sintesi di alcuni contenuti che si ritengono significativi.


Nacque a Brescia il 18 gennaio 1785 da nobile famiglia e morì a Leno il 29 dicembre 1855. Oltre che nel palazzo in città si trovò a vivere per lunghi periodi nel nostro paese dove possedeva una villa (l'ex sede della biblioteca comunale, ora sede del Centro per l'impiego) e il podere della cascina Pozzuolo. A Leno ricoprì importanti incarichi pubblici e si dedicò ad opere di bene.
In gioventù ricevette una seria educazione morale e religiosa che contribuì a formargli un carattere forte e contrario a qualsiasi compromesso e, dalla sua natura buona e generosa, fu portato e preferire quegli studi che sono di aiuto e di conforto agli uomini.
Una parte importante della sua opera si svolse in campo assistenziale, educativo sociale. Si preoccupò di liberare dalla miseria e dall'ignoranza gli umili e gli indifesi.

L'EDUCATORE
Fra le sue opere filantropiche vanno ricordate la scuola per sordomuti che aprì nel 1816 nella sua abitazione in Brescia e la scuola di mutuo insegnamento, la prima sorta in Italia sul tipo di quelle esistenti in Inghilterra. In detta scuola veniva applicato un nuovo sistema elaborato dal pedagogista inglese Lancaster.
Secondo tale metodo il maestro insegnava agli alunni più pronti e dotati, e questi ripetevano la lezione agli altri alunni.
Giacinto Mompiani si occupò inoltre della riforma carceraria e dell'assistenza agli ex carcerati, dei problemi agrari e dell'educazione degli adulti. Le sue istituzioni e gli scritti sull'educazione dei fanciulli furono letti in diversi congressi scientifici.

IL PATRIOTA
Cresciuto in un ambiente colto e imbevuto di spirito liberale il Mompiani si prodigò attivamente a diffondere il desiderio di indipendenza e di libertà, e fu pronto a lottare e a sacrificarsi per gli ideali che percorrevano ormai tutta l'Italia.
Fin dal 1818 era entrato a far parte del gruppo patrioti lombardi collegati al Piemonte (Confalonieri, Ugoni, Porro, Arrivabene) e nel 1821 partecipò alla congiura contro l'Austria.
Ben presto le scuole di mutuo insegnamento divennero sospette al governo austriaco e, nel settembre 1820 un decreto ne impose la chiusura. E sospetto divenne lo stesso Mompiani a causa delle sue relazioni con i patrioti sopra citati.
Il giorno 11 gennaio 1822 venne ordinata la perquisizione delle sue abitazioni di Brescia e di Leno. Fra le sue carte venne rinvenuta una lettera che il Confalonieri gli aveva indirizzato alcuni mesi prima. Per questo fu inviato a Milano per un interrogatorio e arrestato con l'accusa di alto tradimento. Durante il processo, calmo e fermo egli negò ogni addebito resistendo all'inquisitore Salviotti che cercava di carpirgli i numerosi segreti riguardanti i preparativi della rivolta milanese del marzo 1821.
Nel dicembre 1823 venne scarcerato e subito il Mompiani tornò ad occuparsi di scuole e di problemi sociali.
Quasi fino alla sua morte venne angariato dalla polizia austriaca, ma nonostante le intimidazioni e i soprusi fu alla testa della rivolta bresciana del 1848, quando Brescia insorse contro gli austriaci.
Fece parte del governo provvisorio bresciano e si adoperò affinchè Brescia si unisse al Piemonte. Lo sfortunato andamento della Prima Guerra d'Indipendenza lo gettò nello sconforto e, stanco e malaticcio, egli decise di starsene tra i suoi libri e i campi del suo podere in Leno.

Ex Casa Mompiani, Leno
incrocio tra via Roma e via Re Desiderio
ATTIVITA' SVOLTE DAL MOMPIANI A LENO
Nel 1810 il Mompiani venne chiamato a far parte della fabbriceria lenese dove si impegnò a portare a termine diverse opere per completare la nuova chiesa parrocchiale (altare maggiore, altari laterali, piccola torre campanaria).
Per alcuni anni ricoprì l'incarico di commissario per l'istruzione. Egli, col suo entusiasmo e la sua esperienza, cercò di migliorare l'insegnamento e di incitare i fanciulli alla frequenza scolastica.
Nel 1836 troviamo il Mompiani tra i primi benefattori dell'erigendo ospedale locale.
Per restare fedele ai suoi insegnamenti tendenti ad avviare a soluzione i problemi dell'agricoltura il Mompiani, dando tra i primi l'esempio, fece costruire nel 1826 nei suoi campi del Pozzuolo, una salubre abitazione per i suoi coloni.
Cascina Pozzuolo
In presenza di agricoltori egli soleva ripetere "Si ha un bel parlare d'agrarie istituzioni in mezzo ai divertimenti, mentre il povero lavoratore, che a tutti i nostri bisogni provvede, dopo aver faticato da mane a sera non ha sovente con che saziare la fame, ha di rado una tazza di vino che lo ristori e manca spesso di una casa confortevole e di un letto su cui riposare le stanche membra".
Pietro Giordani, letterato e uomo politico, dettò una iscrizione per la nuova abitazione dei contadini del Pozzuolo, nella quale mise in risalto le nobili virtù e il grande amore verso il prossimo del Mompiani.
La sua memoria è affidata anche ad una bella iscrizione commemorativa, posta dai nipoti nella base della torre del faro nel cimitero di Brescia, dove venne sepolto.

A
GIACINTO MOMPIANI
CHE PRIMO IN BRESCIA
A CIVILTA' E SCIENZA EDUCO' I SORDOMUTI
PRIMO VI APERSE SCUOLA DI MUTUO INSEGNAMENTO
INTESE INDEFESSO A MIGLIORARE LA SORTE
DEL VILLICO, DELL'INFERMO, DEL CARCERATO
FU DA L'ANNO 1820 UNO DEI PRIMI PROMOTORI
DELLA LIBERTA' D'ITALIA
E NE SOSTENNE INTREPIDO I PERICOLI E GLI AFFANNI
L'AUSTRIACA INQUISIZIONE E IL CARCERE


*************

Altre pubblicazioni su Giacinto Mompiani

Commemorazione a cura di Franco Tadini
nei Commentari dell'Ateneo di Brescia, 1985
Commentari dell'Ateneo di Brescia
1857

Biografia e bibliografia su Giacinto Mompiani in

Breve profilo del Mompiani in

Estratto della pubblicazione curata da Roberto Mazzetti, edita nel 1932


La conclusione del lavoro di Roberto Mazzetti pubblicato dall'Editrice Vannini nel 1932, racchiude l'alto profilo esemplare di Giacinto Mompiani tratteggiato dal suo amico Pietro Zambelli nell'elogio funebre (pag. 322)
"Egli credeva che fra tutte le ispirazioni della carità, la più umana, la più civile, la più evangelica fosse quella d'adoperarsi in pro della umana natura quand'ella è più ributtante ed abietta: di farne stima quando è più bruttata d'infamia e di colpa, di confortarla quando è più infelice; di ricercarla persino entro l'errore e la squallidezza d'una carcere, e di mitigare l'acerbità del rimorso e la stessa severità delle pene coll'efficacia del pentimento e coi tesori dell'applicazione cristiana"

giovedì 17 maggio 2012

L'Archivio nell'Educational Day del 5 maggio 2012

Ogni giorno è un giorno per EDUCARE INSIEME
Lo slogan caratterizza la Giornata dell'Educazione che da qualche anno è voluta e programmata in collaborazione tra Comune di Leno (Assessorati alla Pubblica Istruzione, Sport-Cultura, Servizi Sociali), Circolo Didattico di Leno, Scuola Media Carlo Dossi, Istituto d'Istruzione Superiore V. Capirola, Oratorio San Luigi e C.A.G. don Milani, A.S. Real Leno Calcio, A.S. Rugby Bassa Bresciana, Veloteam Leno, A.S. Handball Leno, A.Ge.
Nell'ambito di questa giornata è stato dedicato uno spazio per la presentazione del progetto Archivio-Scuola-Territorio ai genitori dei bambini delle classi Prime che nell'a.s. 2011-2012 hanno partecipato al progetto con una specifica attività e ricerca attuata nel Giardino della Scuola primaria di Leno. L'occasione è stata propizia anche per le classi della Scuola Media che partecipano al progetto e che hanno còlto l'opportunità per presentare il loro percorso storico-naturalistico, percorso che perfezioneranno con i loro insegnanti in questo mese di maggio e che entro la fine dell'anno scolastico vorranno comunicare con modalità più dettagliate e specifiche.
In questo post si condividono le diapositive della presentazione ed alcune immagini relative alla giornata e ai lavori delle classi Prime.
Fotoalbum


giovedì 12 aprile 2012

Giulio Aleni, il Confucio d'Occidente

Astronomia, matematica, geografia, cosmologia, psicologia, fisica, filosofia, sono gli argomenti che il padre gesuita Giulio Aleni (il "Grande Saggio d'Occidente", come lo chiamavano molti letterati cinesi) studiava, insegnava e discuteva in lingua cinese. Lo ricordiamo nel blog tra i personaggi illustri di Leno, essendo la famiglia Alenis (o De Alenis o Aleni) oriunda da Leno.
Di questa straordinaria personalità si occupa la Fondazione Civiltà Bresciana che ha istituito il Centro Giulio Aleni per i rapporti Europa-Cina; e sul cui sito - oltre alla richezza di riferimenti bibliografici e notizie circa pubblicazioni e convegni - è disponibile in file pdf anche una breve presentazione a cura di Elisabetta Conti. Ad essa si rimanda quale sintetica informazione circa le attività e gli studi che lo riguardano, anche perchè la bibliografia di Giulio Aleni è veramente ricca in termini di opere e di contenuti.
Lo storico lenese LUIGI CIRIMBELLI lo ricorda in più pubblicazioni:

"...La sua capacità di vivere appieno la cultura cinese costituisce la cifra entro cui poter comprendere la grandezza di Giulio Aleni. Egli, come è noto, adottò costumi e abitudini di vita cinesi e si impadronì con ampiezza della difficile lingua, scrivendo 35 opere, con le quali contribuì alla trasmissione della tradizione spirituale e delle conoscenze scientifiche europee. Aleni si preoccupò costantemente di presentare il messaggio evangelico in termini comprensibili per i suoi uditori lungo un complesso, costante processo d'inculturazione. Le sue stesse opere a carattere scientifico, accanto a quelle di argomento religioso-filosofico, vennero redatte adottando modalità discorsive volte a stimolare gli intellettuali cinesi del tempo, nel tentativo di proporre nuovi elementi conoscitivi di carattere scientifico, in vista di un più ampio ed articolato processo di evangelizzazione e conversione..... 
Aleni ebbe sempre in elevata considerazione l'applicazione delle scienze matematiche allo studio degli astri e la relativa diffusione delle conoscenze acquisite fra gli ambienti scientifici cinesi. Aleni è pure autore di un noto "mappamondo"... egli sente la preoccupazione di divulgare le scoperte e le modernità dell'Europa e dell'Occidente: lo fa rivolgendosi ad intellettuali fortemente coinvolti nella ricerca filosofica e religiosa, esponenti di un neo-confucianesimo che portava ad una crescente moralizzazione ed in direzione di una rinnovata sensibilità di tipo mistico. Uomo di religione, oltre che di cultura, impegnato con costanza ad attivare processi di ascolto e di dialogo, valorizzando - nel pieno rispetto delle tradizioni locali - i riti del costume popolare, facendo propri, nel modello di evangelizzazione adottato, diversi aspetti della dottrina e della ritualità confuciana..."(citazione tratta da Giulio Aleni, il Confucio di Occidente. Atti del convegno nazionale di studi, Brescia 2007, saluto introduttivo di Paolo Corsini)

lunedì 2 aprile 2012

Le crocette auree longobarde


Crocetta d'oro con soggetto antropomorfo
(VII sec. d.C.)



Crocetta d'oro con soggetto fitomorfo
(VII sec. d.C.)

I due preziosi reperti conservati dal Comune di Leno, sono stati studiati negli anni '70 dal prof.  Otto von Hessen Ottone d'Assia (1937-1998) archeologo tedesco, figlio di Filippo d'Assia e della principessa Mafalda di Savoia, che è stato tra i fondatori della ripresa degli studi di archeologia medievale in Italia.
Il contributo di studio è stato pubblicato su "Memorie storiche forogiuliesi", LIII (1973); noi rendiamo qui disponibile l'estratto della pubblicazione, con gentile benestare della Deputazione di storia patria per il Friuli.


venerdì 16 marzo 2012

Castelletto di Leno, nei Quaderni della Biblioteca

Nel marzo 2011, il n. 6 dei Quaderni della Biblioteca, ha pubblicato l'estratto di un'opera di Giovanni Battista Gabrieli, dedicato alla vivace frazione di Castelletto di Leno. Rendiamo disponibile in questo spazio, l'interessante contributo.

giovedì 8 marzo 2012

Alessandro Legnazzi Dossi, Sindaco e Deputato

clicca sulla copertina per
leggere il documento
Alessandro Legnazzi Dossi (1832-1904) è ricordato dal figlio Nicola con uno scritto pubblicato nel 1904 dal titolo "Alessandro Legnazzi-Dossi. Memorie e ricordi", Firenze,  tip. Campolmi e Sevieri, 1904, pp. 30.
Il Comune di Leno nel dicembre 1999, ha riproposto questi scritti con il n. 4 dei Quaderni della Biblioteca (QB4), reso disponibile in questo post.
La figura di Alessandro Legnazzi, nel ricordo che viene tratteggiato anche da Luigi Cirimbelli in Protagonisti di vita lenese, Leno, settembre 2010, è significativa ed esemplare, nella rettitudine personale e nell'onestà, così come nel rigore dello studio storico, ma soprattutto come patriota, sindaco di Porzano e Leno, e Deputato per ben quattro legislature dal 1865 al 1876.
"Egli difese sempre validamente gli interessi di Leno e dell'Italia intera, allorchè gli parve di scorgere una causa buona e giusta da far trionfare. Più volte in parlamento prese a ragionare di economia, di finanza, di agricoltura, sulla perequazione fondiaria ed altri problemi interessanti il nostro paese"

Fu un politico che seppe anche dire addio, senza troppi rimpianti e ripensamenti,  alle cariche pubbliche, ritirandosi definitivamente a Firenze quando gli parve di non poter condividere l'assunzione di nuove responsabilità in un mutato ordine democratico.
Di spessore anche la persona e l'opera della sorella Paolina Legnazzi Dossi, di cui possiamo proporre il ricordo che ne viene fatto all'interno del  Verbale dell'adunanza del 26 aprile 1896 dell'Ateneo di Brescia.

giovedì 1 marzo 2012

Leno Longobarda

Il n. 2 della collana Quaderni della Biblioteca (QB 2) propone, a cura di Orazio Minneci,  gli Atti del convegno tenuto a Leno il 22 aprile 1993, relatori:

MAURIZIO CAVACIOCCHI
Leno località san Giovanni, insediamento e necropoli altomedievali (V I - V II sec. D.C.)

ANGELO BONAGLIA
Note e appunti sugli stanziamenti longobardi nel lenese e dintorni

CARLO AGAROTTI
Ipotesi sull'origine longobarda del nome Leno





L'ARCHIVIO STORICO IN RETE CON LE SCUOLE PER EXPO

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