mercoledì 24 dicembre 2014

Il giardino dei semplici

Il botonico naturalista Eugenio Zanotti, nella conversazione del 29 ottobre 2014 ha introdotto l'approfondimento dell'argomento relativo al "Giardino dei semplici".

Si tratta di un orto per la coltivazione delle erbe e delle piante medicinali, collocato frequentemente nei pressi dell'infermeria, edificio distinto nel complesso monastico e destinato ad ospitare i monaci malati o deboli che erano affidati ad un monaco-medico.
La parola semplici deriva dal latino medioevale medicamentum o medicina simplex usata per definire le erbe medicinali.
I semplici, ossia le piante officinali, furono nei secoli e lo sono ancora oggi, attraverso i loro principi attivi, il fondamento della terapia che è antica quanto l'umanità.
Verso la fine del sec. VI il dottissimo Vescovo di Siviglia, Isidoro, consigliava di coltivare le piante medicinali in un "orto botanico" (botanicum erbarium). Nel silenzio delle abbazie anche i monaci si dedicarono alla ricerca delle erbe e alla loro coltivazione nei giardini claustrali. Ma gli "orti dei semplici" veri e propri sorsero e si svilupparono nel Rinascimento: secondo alcuni autori, pare sia stato Nicolò V, per primo, a realizzare la prima collezione di piante rare nei giardini vaticani "in modo da formare un orto dei semplici".
Secondo altri si deve a Leone X e a Leonardo da Vinci la fondazione dell'orto dei semplici in Vaticano poichè proprio per l'interessamento di leone X fu istituita a Roma nel 1513 la cattedra di Botanica e, l'anno successivo, vi fu chiamato come rettore Giuliano da Foligno.
ASCLeno, Unità archivistica 445.
Trattato di erboristeria, frammento
Nei monasteri benedettini i monaci dedicavano particolare attenzione alla coltivazione di erbe e piante medicinali e aromatiche, finalizzata al trattamento fitoterapico di malattie e alla produzione di distillati e bevande. Così un'area all'interno delle mura del monastero era deputata alla coltivazione delle erbe medicinali, il cosiddetto "orto dei semplici".  Il monaco infirmarius  e il monacus medicus dirigevano l'infermeria e la farmacia del monastero ed erano preposti anche alla coltivazione delle erbe, alla selezione delle sementi e al rapporto con gli altri conventi per la sperimentazione di altre piante. Le erbe coltivate, una volta raccolte, erano disponibili all'occorrenza per la preparazione di tinture, tisane, unguenti per la cura dei malati ma anche di bevande e liquori a scopo terapeutico ma anche degustativo.
Molto interessante è stata anche la presentazione delle principali proprietà medicinali di erbe abbastanza diffuse e conosciute.


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