lunedì 22 giugno 2015

Il ciàncol e i mandarini di Santa Lucia

La classe 1^ G dell'I.C.-Scuola Secondaria di primo grado di Leno, con l'insegnante prof. Giuliana Robazzi, nell'anno scolastico 2014-15 ha partecipato al progetto didattico dell'archivio storico di Leno proponendo un ampio lavoro di ricerca sul territorio.
Gli studenti, trasformati per l'occasione in ricercatori di storia, di geografia economica e di etnografia, hanno intervistato 23 persone dai 66 agli 89 anni d'età.
Ne è uscito un interessante elaborato (clicca qui per aprirlo) che riassume bene lo spaccato del territorio di Leno degli anni '50 e dintorni.
La classe ha anche ben partecipato ad una visita didattica all'archivio storico di Leno il giorno 26 marzo 2015.
Una sintesi del lavoro svolto è stata presentata nella giornata dell'Educational Day 2015 con queste slides.


martedì 9 giugno 2015

Via Garibaldi e il tram della "bassa"

Indagine storico geografica della classe 3^ E della Scuola Primaria di Leno centro; l'insegnante Adelelma Mancini, nell'ambito del progetto didattico Dal manoscritto al testo, dall'archivio alla scuola, al territorio, ha accompagnato gli alunni in questa interessante ricostruzione storica, confluita nel quaderno finale, che pubblichiamo.


Il percorso è stato anche spiegato dalla classe, nel corso della giornata dedicata all'Educational Day (9 maggio 2015); la mostra è stata allestita nel contesto della via oggetto del laboratorio didattico.

venerdì 5 giugno 2015

Per un pugno di semi

Il contenuto del progetto è stato presentato dalla prof.ssa Manuela Tebaldini il 9 maggio 2015 nell'ambito del progetto Archivio per l'Expo al quale la prof.ssa Tebaldini collabora attivamente.


I due poster qui pubblicati presentano il percorso denominato "Per un pugno di semi", progetto interdisciplinare effettuato con metodologia didattica CLIL (insegnamento di una disciplina tecnica o di un progetto, in lingua inglese) dalle classi 5^A e 5^B CAT dell'Istituto di Istruzione Superiore V. Capirola (insegnanti prof.ssa Manuela Tebaldini e prof. Marco Pellizzoni). Ha collaborato anche la prof. Serioli Fiorella.

Il lavoro, che esamina le strategie sostenibili per la raccolta, l'essicazione e lo stoccaggio del mais in un paese in via di sviluppo (Congo)  è stato presentato come progetto interdisciplinare nell'ambito del Concorso XXIII edizione di educazione ambientale ideato e promosso da Green Cross Italia sotto l'Alto patronato del Presidente della Repubblica in collaborazione con il Miur.

Oltre agli aspetti prettamente tecnici presi in considerazione anche grazie alla collaborazione con l'Ente Universitario (Facoltà Agraria di Piacenza) che di fatto collabora sul territorio africano tramite unità operative agricole, il progetto è stato utilizzato per mettere in pratica alcune metodologie didattiche innovative come il CLIL.

giovedì 4 giugno 2015

Mostra del "Progetto Archivio per l'Expo": il giardino dei semplici

L'auditorium della biblioteca comunale ha ospitato la mostra dei lavori realizzati nell'anno scolastico 2014-15 dalle scuole dell'Infanzia, Primaria e Secondarie di Leno.
La presentazione dell'iniziativa "Il Giardino dei Semplici" si è compiuta nella mattinata di sabato 9 maggio 2015, nell'ambito dell'Educational Day.


lunedì 1 giugno 2015

La scuole di Leno dal Giardino dei Semplici, per EXPO 2015

Il nostro "albero della vita"
L'amministrazione comunale di Leno ha promosso, attraverso il servizio archivistico, una rete di collaborazione tra istituzioni ed associazioni locali in vista della partecipazione degli Istituti Scolastici ad EXPO 2015. L'iniziativa è stata sostenuta dagli Assessorati alla Pubblica Istruzione e alle Attività Produttive.
Tutte le scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio hanno partecipato ideando e realizzando due diversi progetti, con i quali si sono candidati ai concorsi nazionali e regionali di La scuole per Expo 2015, ottenendo in entrambi i concorsi riconoscimenti e premio.
In particolare, per il 4° posto ottenuto nella graduatoria regionale, primo tra quelli della provincia di Brescia, le nostre scuole avranno la possibilità di presentare il progetto "Dal giardino dei semplici all'orto di oggi verso il planetary garden" (visitabile sul sito: http://lenoschools4expo.netsons.org/) in Padiglione Italia  il 3 ottobre 2015.

Nelle immagini fotografiche, momenti della presentazione nella Biblioteca Civica a cura di alcuni tra i principali protagonisti e sostenitori della rete.
















martedì 17 febbraio 2015

Medicamento d'altri tempi

MEDICAMENTO
da usare dietro gli animali bovini, infermi
1712, [Brescia]
Ricette per la preparazione di medicamenti da usarsi per curare i bovini malati e per profumare le stalle infette.
mm. 430x310
Il documento reca la data 1712, è classificato tra i Proclami dell'inventario storico Sezione sec. XIX, volume primo, unità archivistica 53

Ne proponiamo una trascrizione:
"Una quarta di farina di miglio, con semola levato, o sii fermento pure di miglio tanto come un pane. S'impasti con vino buono la suddetta farina con il levato e si faccia un pastone e poi si lasci levare. Si prendi poi una quarta di caligine di forno, libre dieci, sale comune, quindeci libre d'aglio, con la scorza. Si pesti l'alio, & s'impasti il tutto insieme con vino generoso, e si faccia del tutto un pastone molle, si lasci asciugare, e si riponga in vaso di legno, se ne dii come un grosso ovo per animale, ogni mattina, e sera, dopo il pasto. Si loda il fegato d'antimonio infuso nel vin generoso, e darne al bue per tre volte, ogni terzo giorno. Sarà bene il darli da bevere l'acqua agitata, con il mercurio crudo in vaso di pietra ".
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aristolochia
"Prenda del miele vergine spumato, e purificato oncie otto. Radice di genziana. Radice d'aristolochia rotonda. Bacche di lauro. Mirra della scielta a mezz'onza. Si faccia S.A. un elettuario, e se ne dii all'animale, quanto una noce, in vino o in brodo."
brionia

"Prenda sale prunella. Alloe succotrino. Mirra Elletta. Theriaca vecchia a. onzie due. Canella fina. Polvere di brionza a. onzie due. Gambari polverizati tre onzie e mezza. Succo di cepa comune. Succo di brionia. Succo di limoni. Aceto generoso a. una lira. Miel vergine due lire. Si meschi tutto assieme, e se ne prenda tre onze per volta, e così si continua per tre mattine, facendoli soprabere due lire d'acqua di galega." 
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"Per profumare le stalle infette. Corno di bue tagliato in pezzi minuto, e bacche di ginepro"
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"Secondo profumo per la stalla. Finocchio di barbaria incenso, olivo benedetto, candela ceriola, zenevrello, treccia d'aglio, e sale tutto assieme unito per profumare le stalle
le mascotte expo

giovedì 12 febbraio 2015

Nutrire il pianeta. Acqua: energia per la vita


Breve panoramica storico-paesaggistica su sorgenti, fontanili e seriole nella campagna lenese, nell'ambito di una mostra di documenti e mappe del reticolo idrico comunale.





sabato 7 febbraio 2015

La "Speciarìa" (ovvero l'antica farmacia) comunale


La presenza dell'Abbazia benedettina a Leno, ha rappresentato
senz'altro un punto di riferimento importante anche per la diffusione della conoscenza dei rimedi naturali e per la cura delle malattie (con tutta probabilità nei locali del monastero vi erano un'infermeria ed una farmacia).
Sappiamo con certezza che gli amministratori comunali, il 30 agosto 1598,  hanno deciso di istituire una farmacia (la speciarìa o speziarìa) a beneficio degli abitanti e con lo scopo di fornire i medicinali ai poveri.
Lo storico Battista Favagrossa nel libro "L'Ospedale Civile e le principali istituzioni assistenziali sorte a Leno" a pag. 62 ricorda questa istituzione ed elenca le principali fonti presenti nell'archivio storico.
Tra queste, di particolare interesse, ne mettiamo in evidenza tre:

  1. un frammento di codice membranaceo contenente un trattato di erboristeria (scrittura minuscola gotica libraria in uso in Italia nel sec. XIV) (unità archivistica n. 445, b 63, n. 5). Il codice contiene un elenco di erbe ("De gala nigra"; "De elleboro albo"; "De elleboro nigro"; "De sandallis rubrico"; "De tamarindis") che fanno sicuramente riferimento ad un antico studio di erboristeria
    estratto
  2. una ricetta che serviva alla preparazione di farmaci per la cura degli animali, in particolare per i bovini malati, e per profumare le stalle infette
  3. un inventario della speciarìa di Leno, nel quale sono elencati vari tipi di olii, sciroppi, conserve, spezie, sali, ecc...) (unità archivistica 1601, busta 62, mazzo XLI, n. 11)
    estratto 



mercoledì 24 dicembre 2014

Il giardino dei semplici

Il botonico naturalista Eugenio Zanotti, nella conversazione del 29 ottobre 2014 ha introdotto l'approfondimento dell'argomento relativo al "Giardino dei semplici".

Si tratta di un orto per la coltivazione delle erbe e delle piante medicinali, collocato frequentemente nei pressi dell'infermeria, edificio distinto nel complesso monastico e destinato ad ospitare i monaci malati o deboli che erano affidati ad un monaco-medico.
La parola semplici deriva dal latino medioevale medicamentum o medicina simplex usata per definire le erbe medicinali.
I semplici, ossia le piante officinali, furono nei secoli e lo sono ancora oggi, attraverso i loro principi attivi, il fondamento della terapia che è antica quanto l'umanità.
Verso la fine del sec. VI il dottissimo Vescovo di Siviglia, Isidoro, consigliava di coltivare le piante medicinali in un "orto botanico" (botanicum erbarium). Nel silenzio delle abbazie anche i monaci si dedicarono alla ricerca delle erbe e alla loro coltivazione nei giardini claustrali. Ma gli "orti dei semplici" veri e propri sorsero e si svilupparono nel Rinascimento: secondo alcuni autori, pare sia stato Nicolò V, per primo, a realizzare la prima collezione di piante rare nei giardini vaticani "in modo da formare un orto dei semplici".
Secondo altri si deve a Leone X e a Leonardo da Vinci la fondazione dell'orto dei semplici in Vaticano poichè proprio per l'interessamento di leone X fu istituita a Roma nel 1513 la cattedra di Botanica e, l'anno successivo, vi fu chiamato come rettore Giuliano da Foligno.
ASCLeno, Unità archivistica 445.
Trattato di erboristeria, frammento
Nei monasteri benedettini i monaci dedicavano particolare attenzione alla coltivazione di erbe e piante medicinali e aromatiche, finalizzata al trattamento fitoterapico di malattie e alla produzione di distillati e bevande. Così un'area all'interno delle mura del monastero era deputata alla coltivazione delle erbe medicinali, il cosiddetto "orto dei semplici".  Il monaco infirmarius  e il monacus medicus dirigevano l'infermeria e la farmacia del monastero ed erano preposti anche alla coltivazione delle erbe, alla selezione delle sementi e al rapporto con gli altri conventi per la sperimentazione di altre piante. Le erbe coltivate, una volta raccolte, erano disponibili all'occorrenza per la preparazione di tinture, tisane, unguenti per la cura dei malati ma anche di bevande e liquori a scopo terapeutico ma anche degustativo.
Molto interessante è stata anche la presentazione delle principali proprietà medicinali di erbe abbastanza diffuse e conosciute.


martedì 16 dicembre 2014

Immagini storiche: la Scuola Elementare di Leno capoluogo

La fotografia ritrae l'edificio così come si presentava all'inizio degli anni Venti del secolo XX.;  ora è occupato dall'Istituto di Istruzione Superiore Vincenzo Capirola.
L'immagine è stata messa a disposizione dal sig. Bonazza Luigi



Avete cartoline o fotografie antiche che riproducono Leno e frazioni?
Condividetele con l'Archivio Storico Comunale, con contatti al seguente indirizzo mail
E' importante individuare:
  • il soggetto riprodotto
  • la data di ripresa
  • il proprietario dell'immagine
  • la denominazione di un'eventuale raccolta

L'ARCHIVIO STORICO IN RETE CON LE SCUOLE PER EXPO

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